Da una mappatura condivisa tra le email si viene a scoprire che le aree considerate con la migliore
acqua e la terra più economica si concentrano soprattutto in Zambia, dove Halverson si reca per
appurare di persona il modus operandi delle aziende coinvolte. Lì, un avvocato di nome Brig,
impegnato proprio nel tentare di riconsegnare le terre espropriate alle popolazioni indigene, spiega
come gli abitanti dei terreni siano stati privati delle proprie case senza preavviso o compensi
all’infuori di una tenda offerta dal governo, loro attuale alloggio.
Queste espropriazioni, aggiungerà Brig, sono causa di numerosi conflitti che, nonostante i tentativi
di documentarli tramite i social, rimangono purtroppo ignorati da noi occidentali.
Tali attività, si scopre sempre dalle email, vengono strutturate dagli investitori in una catena di
società a responsabilità limitata , l’una di proprietà dell’altra, sparse per tutto il mondo, riuscendo
così a nascondere chi ci sia dietro: Sheikh Tahnoon , Fratello del sovrano degli Emirati Arabi
Uniti , fondatore della First Abu Dhabi Bank e capo della sicurezza nazionale degli Emirati, carica
in virtù della quale ha costruito aziende specializzate in operazioni di intelligence. Proprio queste
aziende risultano essere state protagoniste di una massiccia ondata di acquisizioni in tutto il mondo,
tra le quali una buona porzione di una delle più grandi aziende di cereali sul mercato. .
Nella ricerca di qualcuno disposto a parlare, i reporter fanno la conoscienza di Robert Young
Pelton, economista , scrittore, tra i tanti, di diversi libri contro la Blackwater e con diversi contatti
nell’intelligence africana.
La preoccupazione per un’insurrezione del popolo per la fame sarebbe nata, racconta Robert, in
seguito alla Primavera Araba quando l’estrema siccità e la decisione della Russia di ridurre le
esportazioni del proprio raccolto hanno fatto sì che i prezzi dei beni di prima necessità levitassero
vertiginosamente fino ad accendere le ben note insurrezioni che tanto intimoriscono il medio
oriente; l’accaparramento di risorse sarebbe quindi il metodo principale con il quale prevenire
questi moti e controllare la stabilità politica del proprio paese.
È questa la ragione per cui anche La Cina, memore della Grande carestia del ’59-’61 ed in crescita
continua, vede tra le priorità della strategia di sicurezza nazionale quella dell’accaparramento di
cibo ed acqua.
Ed è cinese, risulta dall’ultima delle email trafugate, Johnson Ko, noto finanziere di Hong-Kong in
stretto contatto con Pechino, socio di Erik Prince. Ed è a breve distanza da questo sodalizio che, nel
2014, Johnson Ko ha anche contribuito a fondare KuangChi Science, compagnia impegnata nello
sviluppo di tecnologie per salvataggio e soccorso operativa proprio nel mercato africano .
Tornando in Russia, nel 2020, Halverson e i suoi intervistano Andriy Senchenko, ex vice capo di
gabinetto del presidente ucraino che, durante l’invasione russa della Crimea nel 2014, ha premuto
per il blocco del canale a nord della Crimea.
Riportiamo le sue parole: “L’agricoltura era stata decimata. Stavano cercando di installare impianti
di desalinizzazione, stavano trasportando acqua. Ed era diventato così costoso per i russi che molte
persone iniziavano a congetturare che per salvare la Crimea, Putin avrebbe dovuto invadere
l’Ucraina e prendere il controllo di quel canale d’acqua.”
Concludiamo con un aneddoto piuttosto emblematico: Il 24 febbraio 2022, primo giorno del ben
noto conflitto russo-ucraino, le truppe russe avanzanti dalla Crimea presero il controllo del Canale .
Il capo della Repubblica di Crimea, Sergej Aksënov, ordinò alle autorità locali di preparare il canale
per ricevere nuovamente l’acqua. Dopo soli due giorni, le forze russe fecero esplodere la diga e la
fornitura d’acqua riprese.
[Niccolò Iacone]





