Il professor Roberto Rubino è uno dei docenti di filosofia, storia e logica del nostro liceo. Noi studenti, Edoardo Laporta, Martina Faiella e Susanna Di Biagio, abbiamo voluto intervistarlo su un tema attuale e spesso controverso: il rapporto tra filosofia e religione.
Lei si definirebbe credente? Perché e in che modo?
Mi definisco credente, peccatore ma credente. Le radici della mia fede vengono da lontano, e soprattutto sono legate ad esperienze di vita, ma anche dallo stimolo che la filosofia mi ha dato.
Spero di essere credente nel modo giusto, da peccatore che riconosce ogni giorno il proprio peccato e ogni giorno chiede perdono e cerca di rialzarsi, per camminare con le sue gambe.
Si riconosce un credo particolare?
Sono cattolico apostolico romano.
Secondo lei qual è il rapporto tra filosofia e religione?
Molti pensano che tra filosofia e religione ci sia un rapporto conflittuale, ma io credo che filosofia, fede e religione siano le due ali che permettono all’uomo di volare. Senza un’ala si precipita. La filosofia ha bisogno della fede, proprio perché la ragione umana non è perfetta, e non può arrivare oltre un certo limite, dove deve subentrare la fede.
Pensa che la religione sia un bisogno primario dell’uomo?
Un bisogno primario dell’uomo è la ricerca della verità, dell’infinito, che appaga il cuore. La religione è una risposta.
Quale pensa sia la maniera migliore per coltivare il rapporto con la divinità o la spiritualità in generale?
Credo che la maniera migliore sia una vita più spirituale, un esercizio quotidiano di contemplazione, riflessione e preghiera, che possano dare la giusta motivazione alla ricerca razionale e a una vita pratica e quotidiana. La fede va coltivata, non arriva una volta per tutte, ma ogni giorno. In ogni scelta c’è una scelta di fede; è un ricominciare sempre da capo, per questo l’esercizio dello spirito è importantissimo.
Pensa che la religione debba essere insegnata e trattata a scuola? Come andrebbe declinato?
Penso che debba essere insegnata, ma questo non significa fare catechismo o indottrinare, ma approfondire le radici di una cultura, perché la fede è anche una base culturale. Dunque andrebbe insegnata come storia della religione, o meglio, storia delle religioni; sarebbe una disciplina che va a completare il percorso di filosofia e storia.





