Intervista ai professori di filosofia sul rapporto tra filosofia e religione /1

La professoressa  Marilena Nobis è una dei docenti di filosofia e storia del nostro liceo. Noi studenti, Edoardo Laporta, Martina Faiella e Susanna Di Biagio,abbiamo voluto intervistarla su un tema attuale e spesso controverso: il rapporto tra filosofia e religione.

Si definirebbe credente? Se si in che modo?

Si, io mi definisco credente, lo sono sempre stata, perché avere fede è un dono: o la si ha o non la si ha. Da alcuni anni però non sono più praticante, perché ho riflettuto sulle gerarchie ecclesiastiche e su alcuni scandali avvenuti all’interno della chiesa, che mi hanno portata a dubitare degli uomini che ne fanno parte. Sono esseri umani e sbagliano come noi, ma sapere queste cose mi ha procurato un certo distacco non dalla religione, ma dalle istituzioni.

Secondo lei qual è il rapporto tra filosofia e religione?

Può essere un rapporto stretto come anche non esserlo. Per quanto riguarda il mondo orientale è molto stretto, in occidente non è sempre così forte. Io dico che all’interno della filosofia è naturale domandarsi se esista un’entità superiore, anche razionale, che ha creato tutto questo e gli abbia dato ordine, quindi secondo me un rapporto tra le due discipline c’è sicuramente, anche perché quello che c’è dopo lo spiega.

Crede che la religione sia un bisogno primario dell’uomo?

Certamente, perché l’uomo vuole razionalizzare tutto quello che riguarda la sua vita e quello che non riesce a spiegare, come le malattie, i cataclismi, la morte e ciò che ci sarà dopo. Questo lo porta a provare un timore che deve essere colmato dalla sicurezza che ci sia una divinità razionale.

Quale crede sia il rapporto migliore per coltivare un rapporto con la divinità, o la spiritualità in generale?

Da credente direi la preghiera, il rispetto verso il prossimo e verso tutti gli esseri viventi, ma anche amare le persone, soprattutto in questo periodo dove ci sono molta conflittualità, odio e rabbia. Secondo me il modo migliore per coltivare la spiritualità è accrescerla e cercare di essere migliori di quello che si è.

Quindi anche seguire gli insegnamenti che ci sono stati dati dalle sacre scritture?

Certo. Tutte le religioni ti insegnano l’amore e il rispetto, quindi penso che se sei credente bisogni seguirli.

Ultima domanda, pensa che la religione debba essere trattata e insegnata a scuola? Se sì in che modo?

Bella domanda, per me bisognerebbe insegnare storia delle religioni, non ci vedo nulla di male, perché anche la religione serve ai ragazzi per indagare sul proprio io. Non per indottrinare, ma per meglio portarli a riflettere su se stessi: da dove veniamo, cosa vogliamo, chi vogliamo essere come essere migliori. Io non sono contraria all’insegnamento della religione, però deve essere insegnata riflettendo, come fa anche la filosofia, sulle problematiche dell’uomo.

Dunque preferirebbe che si facciano dei discorsi con i ragazzi, in cui loro possano esprimere la propria opinione?

Sono molto convinta che ci debba essere un dialogo continuo, non la classica lezione frontale dove gli studenti stanno in silenzio, ma ci deve essere un’interazione.

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