Tiepida l’accoglienza da parte del pubblico per questa edizione 2026 del Festival, perché?
IL FESTIVAL ANNOIA QUEST’ANNO
La città sembra meno piena (occhio: non vuota) rispetto agli altri anni nonostante la miriade di attività e festini bilaterali per citare la Lamborghini, gli ascolti crollano e persino gli stream delle canzoni non ingranano la marcia: questo Conti-bis non va proprio bene ma la RAI corre ai ripari sottolineando come i dati siano comunque fra i migliori dal 1997 ad oggi ed il conduttore toscano le mani avanti le aveva già messe prima dell’inizio della kermesse ripetendo più volte che si tratta del suo ultimo Sanremo.
LA CONDUZIONE LASCIA INTERDETTI
Proprio la conduzione è uno dei punti più spinosi: combinazioni raffazzonate, finta simpatia e la proverbiale accoglienza di Conti che pur di risparmiare 20 secondi congeda le Bambole di Pezza senza fiori. Insomma, non proprio benissimo.
DAVVERO SERVIVANO 30 PEZZI?
Le canzoni? Sono 30 e i due finalisti per la sezione Nuove Proposte sono avanti anni luce rispetto alla grande maggioranza dei pezzi in gara fra i big.
Arisa è appena uscita dal mondo Disney, J-Ax sfoggia un kitsch country, Sal Da Vinci trasforma l’Ariston nel Castello delle Cerimonie.
”Che fastidio!” è proprio quello che viene da pensare per la maggior parte della serata.
Ditonellapiaga vince in radio (ora è al vertice nella classifica ufficiale EarOne) ma viene tagliata dalla top 5 stilata nella seconda sera, stessa sorte per Sayf – indiscusso idolo per la gen-Z.
I giornalisti sono più cattivi quest’anno e i cantanti danno pan per focaccia: Eddie Brock ha dato buca al trio Dondoni-Giordano-Laffranchi, autori del podcast “Pezzi: Dentro La Musica”, dopo le pagelle al veleno date dopo il primo ascolto.
In attesa di sentire di nuovo la Pausini dire “geolocalizzazione” e salutare in qualche lingua il pubblico che segue dall’estero direi che va tutto a gonfie vele, o quasi.
Per descrivere questa edizione del Festival sembra proprio adatto il titolo della canzone che ha trionfato due anni fa: la noia, per davvero





