Un bouquet di fiori – per citare Conti – variegato, forse un po’ troppo. Con oggettività ed onestà ecco la maxi pagella delle 30 canzoni in gara a Sanremo 2026
1)Sal Da Vinci tesoro nazionalpopolare: 7
La canzone sembra perfetta per diventare la sigla de “Il castello delle cerimonie” ma è il suo carisma a fare la differenza. Quando viene annunciato il cantante partenopeo è ovazione in tutto l’Ariston e il meccanismo di rigorosa imparzialità della gara si azzera immediatamente: il pubblico intona “Rossetto e caffè” e gli applausi non finiscono più
2) Arisa è Barbie magia della musica: 7
Ok, la canzone è davvero da film d’animazione però la sua voce è un regalo prezioso da custodire. Simpatica, autoironica e delicata: che bel modo per tornare in gara
3) J-Ax, zio è tempo di crescere: 3
Una delle parole che la gen-Z usa di più in questi anni è “cringe” e penso calzi a pennello per descrivere questa follia country che J-Ax porta sul palco dell’Ariston, ad un determinato punto della propria vita forse sarebbe il caso di fare altre scelte
4) Eddie Brock non perde il contatto con la realtà: 6+
Un voto di generoso incoraggiamento, forse un po’ troppo acerbo ma ha fatto bene a cavalcare l’onda del successo proveniente da “Non è mica te”
5) Il dualismo di Luchè: 5.5
Sul palco è totalmente uno scempio ma in streaming rende meglio, merito dell’autotune che riesce a far apprezzare un testo orecchiabile e un ritmo accattivante
6) Fedez e Masini, primi fra i meno preferiti: 4
Secondo un’analisi fatta guardando i commenti social delle prime serate del Festival, questo strampalato duo è primo nella classifica dei più antipatici per gli italiani. Fedez è rinato, lo si capisce vedendo come si pone nei confronti del mondo esterno ma questo pezzo non si scolla da una narrazione auto apologetica di cui ormai siamo saturi.
7) Le Bambole di Pezza non sono rock ma va bene così: 6
Non è di certo la quota rock che – a detta di molto – avrebbe dovuto essere sulla falsa riga dei Maneskin ma funzionano lo stesso. Bene nello streaming, si aggirano, in questi giorni, verso la metà della classifica facendo molto meglio di tanti nomi più conosciuti
8) Patty Pravo, la quota old che serve: 6.5
Penso che nessuno presti attenzione al pezzo cucitole addosso da Giovanni Caccamo perché lo charme di Nicoletta Strambelli a catalizzare l’attenzione è senza dubbio lo charme. Niente da aggiungere o sindacare.
9) Ecco la Levante che aspettavamo: 8-
Dopo un funesto Sanremo 2023 è tornata in una veste che le si addice di più con atmosfere emozionanti e chic, brava ed elegante. Il testo è uno dei più interessanti a mio avviso
10) Enrico Nigiotti non si sposta di una virgola: 6-
Che sia un bene o un male dipende dal punto di vista ma questo pezzo è in perfetta linea con le sue altre partecipazioni alla kermesse, niente di meno ma purtroppo neanche qualcosa in più
11) Ermal Meta vince facile: 6-
Il tema è centrale e bollente, il ritmo è coinvolgente: il risultato è scontato, forse troppo.
12) Malika Ayane, musica di gran classe: 8+
La gen-z la ama perché comunica con freschezza e allegria, pezzo ben riuscito che funzionerà bene in radio
13) Maria Antonietta e Colombre sono i Coma_Cose, speriamo non facciano la stessa fine: 5.5
Avete presente quando ordinate un prodotto online pensando di risparmiare sull’originale ma quando il pacco arriva a casa capite di aver preso una fregatura? Ecco. Carini ma non eccezionali.
14) Essere Morandi non è facile ma Tredicipietro cambia registro: 9
Frizzante, orecchiabile, tecnicamente preparato: affrontare il palco dell’Ariston con un cognome del genere non è facile ma Pietro, ragazzo intelligente e competente, la sfanga benissimo. Uno dei pezzi più belli
15) Francesco Renga: il nulla condito con un po’ di niente: 3
Pezzo insipido, anonimo. Peccato.
16) Serena Brancale la regina del Festival: 10
Gioca un’altra gara. Non si trovano le parole per commentare questo pezzo intimo ed intenso eseguito con straordinaria tecnica
17) Nayt, buon debutto al Festival con margine di consolidamento: 8
Prevedibile il suo buon debutto ma non così solido da poter contare di rientrare fin da subito fra i super favoriti, nei prossimi anni avrà il suo momento d’oro. Bravo!
18) Leo Gassmann, il bravo ragazzo che vorresti presentare ai tuoi: 7.5
Voce che sa farsi ricordare, testo un po’ meno ma solo perché c’è – incredibilmente – di meglio in questo Festival.
19) LDA & Aka7even… e che tarantella: 7-
Chi critica questa canzone non sa prendere non sa prendere la vita alla leggera. Sfoggio del tecnicismo di Aka7even, D’Alessio junior non stupisce vocalmente ma nel complesso il pezzo è gradevole e spensierato.
20) Raf non invecchia mai: 6+
La canzone sembra di averla sentita già tante altre volte. Non di certo in target giovanile, dona conforto ai più grandi perché sembra di sentire lo stesso Raf degli anni ’90.
21) Michele Bravi emoziona: 8-
Gli altri anni a portare belle canzoni ma a piazzarsi male era Irama, quest’anno – data la sua assenza – ci penserà Michele Bravi. Il pezzo nel complesso risulta però maturo, corposo, emozionante.
22) Dargen D’Amico: perché?: 3
Partecipazione dopo partecipazione al Festival assistiamo al suo crollo, sempre uguale a sé stesso delude il pubblico con un pezzo che dovrebbe essere orecchiabile ma risulta noioso e banalissimo.
23) Chiello outsider, forse troppo: 6
Forse troppo presto per vederlo sul palco dell’Ariston ma considerato il livello generale della gara non stona quanto ci si potrebbe aspettare.
24) Tommaso Paradiso è l’ultimo dei romantici: 8.5
La canzone è completa, in perfetto stile Tommy Paradiso. Finalmente sul palco dell’Ariston il cantautore romano non delude
25) Mara Sattei merita di più: 9-
Se un cantante adulto porta un pezzo in classico stile sanremese è un grande, se lo fa un giovane viene massacrato. Mara Sattei porta eleganza e raffinatezza, la voce è angelica e il testo rassicurante. Perché tutte queste critiche?
26) Fulminacci, quanto sei fortunato: 8+
Il pezzo è bello, funziona. Finalmente ha potuto avere il giusto trampolino dopo una prima partecipazione al Festival non del tutto soddisfacente
27) Elettra Lamborghini è iconica: 8-
La canzone è banale, prevedibile ma il lato umano della performer batte tutto il resto: che Sanremo riparta dalla Lamborghini ed elimini i festini bilaterali ora!
28) Sayf, tu ci piaci tanto: 10
Pezzo da ’90 della rosa della kermesse narra l’Italia da un punto di vista insolito e stravagante. Fra citazioni e riferimenti conquista il pubblico, le radio e la stampa
29) Samurai Jay sei la nuova ossessione: 9
In vetta alla classifica streaming, senza prendersi troppo sul serio, sforna un vero e proprio tormentone. Indipendentemente dal piazzamento finale la canzone andrà benissimo
30) Ditonellapiaga rompe la monotonia: 10
Super favorita con tutte le ragioni del mondo, siamo tutti annoiati e nervosi e la cassa dritta condita da look stravagante e testo riconoscibile è la formula vincente





