E’ recente il varato, da parte americana, di un accordo con la Russia, secondo il quale, questa immetterà nel mercato americano centinaia di migliaia di tonnellate di gasolio, allentate le precedenti sanzioni.
Questo è bastato a molte testate per bollare, nuovamente, il presidente USA -Donald J. Trump- , di “filoputinismo”, ma ne siamo sicuri? E quanto il calcolo politico rientra in questa decisione?
19 Settembre, il Tycoon sancisce nuove sanzioni contro le risorse energetiche russe, scelta consequenziale al disastro negoziale di cui lui è stato protagonista.
Adesso sembra esser tornato sui suoi passi, ciononostante le sanzioni verranno ripristinate ad Aprile e, guarda caso, le richieste energetiche coincidono con le “Midterm“- le elezioni di metà mandato- dove Trump rischia di saltare e, forse, esser messo sotto impeachment.
Invero, la linea estera sull’ Ucraina di Trump, tranne rari casi, è stata, ed è, quella di Biden.
Ma gli esteri dimostrano solo una cosa: il sistematico tradimento delle promesse elettorali del presidente, questa è una pugnalata alle spalle ormai risaputa, tant’è che due tra i maggiori esponenti del “MAGA movement”- il movimento capeggiato dal Tycoon-, il giornalista Tucker Carlson e l’opinionista Nick Fuentes lo hanno ripudiato, Carlson stesso si è addirittura scusato per averlo sostenuto.
I maggiori imbrogli riguardano, certamente, la politica estera:
se Trump, fattosi isolazionista, tuonava contro il bellicismo Dem- Democratico è il partito di opposizione-, oggi si è reso promotore della guerrafondaia corrente ” NeoCon”, in Yemen, Venezuela, Nigeria, Iran e Cuba, tra embarghi e bombardamenti, attacchi che stanno portando sull’orlo del suicidio le economie di mezzo mondo.
Sulla Russia, già anticipato, c’è tutto un capitolo a parte, da critico delle decisioni di Biden, pare averle maritate:
-Supporto logistico( essenziale per marcare gli obbiettivi e senza il quale la guerra sarebbe persa)
-Sanzioni
-trattative allontanate, non apertamente, ma con un simpatico tira e molla negoziale.
I Russi e gli Americani sfornano un accordo ( 28 punti, Ott 2025), gli Europei ne propongono un altro( Ginevra 23 Nov. 2025) oppure chiedono necessariamente un cessate il fuoco( vertice di Londra, 2 Marzo 2025), affinchè il Cremlino si ritiri.
Che bel circoletto vizioso! La guerra continua, gli USA non sborsano un centesimo e gli Europei fanno da Bancomat.
Sul fronte interno le ipocrisie si sprecano: dalla lotta al “Deep State”- i burocrati occulti ed indipendenti- culminata col aumento dei fondi ad un membro di esso come il Pentagono; al prezzo del carburante che, invece di calare, oscilla, ora come ora, tra i 4 ed i 6€.
Detto ciò, dove Trump ha brillato di più è ” la libertà di espressione”. In campagna elettorale martellava sulle censure governative(Hunter Biden), sulle gogne “Woke”, per cui tutto era o omofobo o razzista o maschilista, e su quel tanfo di oscurantismo che arieggiava. Tuttavia, giunto al governo, ha creato la sua variente personale del “politicaly correct”, definendo terroristi i movimenti “Anti-fa”- sinistra liberalprogressista-, avvallando leggi che rendono impossibile criticare uno stato estero e con candidati in visibilio per aver creato liste di “antisemiti”, ovvero, coloro che non la pensano come loro su un governo straniero, da punire e a cui sottrarre il lavoro.





